Assegno di maternità

Assegno di maternità

Art. 74 Assegno di maternità di base (legge  23 dicembre 1998, n. 448 art. 66 commi 1,2,3,4,5, bis 6; legge 23 dicembre 1999 n. 488 art. 49 comma 12; legge 23 dicembre 2000 n. 388 art. 80 commi 10 e 11
per ogni figlio nato dal 1 gennaio 2001, o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento dalla stessa data, alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell’art. 9 del D.l. 25 luglio 1998, n. 286 che beneficiano dell’indennità di cui agli articoli 22, 66 e 70 del presente testo unico, è concesso un assegno di maternità.
Ai trattamenti di maternità corrispondono anche i trattamenti economici di maternità corrisposti dai datori di lavoro non tenuti al versamento dei contributi di maternità.
Qualora il trattamento della maternità corrisposto alle lavoratrici che godono di forme di tutela economica della maternità diverse dall’assegno istituito, risulti inferiore all’importo stabilito le lavoratrici interessate possono avanzare ai Comuni richiesta per la concessione della quota differenziale.
L’importo dell’assegno è rivalutato al 1 gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati calcolato dall’ISTAT.

L'assegno, fermo restando la titolarità concessiva in capo ai Comuni, è erogato dall’INPS. 
REVISIONE SOGLIE (ART.13)

Il D.P.C.M. prevede una revisione delle soglie dell’assegno di maternità che a decorrere dal 1 gennaio 2015 si riferiscono all’ISEE e non più all’ISE, ed esattamente la soglia è di € 16.737,00

Domanda

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